Editoria: facciamo il punto della situazione

Scritto il 15/02/2018
da Gianfranco Cellarosi

L’AIE (Associazione Italiana editori) ha reso disponibile l’analisi sul mercato dell’editoria del 2017,  completa di un raffronto con i dati sugli anni precedenti.  Ne approfitto quindi per condividere con te qualche riflessione sui trend editoriali dell’ultimo anno, avvalendomi anche dell’integrazione dei dati da Istat (Istituto nazionale di Statistica).

L’editoria in numeri

La prima fotografia di interesse è la grandezza del mercato dell’editoria  in Italia, e il suo confronto con altre industrie della creatività e della cultura.

Il mercato del libro (2710Mln€) è secondo solo alla payTV (2990 Mln€). A seguire troviamo l’abbonamento Tv in chiaro (cosiddetto canone, 1910Mln€), editoria quotidiana (1910 Mln€) e Cinema (con grosso stupore, solo 695 Mln€).

Consulta il sito dell’AIE

 Lo stato di salute dell’editoria

Iniziamo con l’esaminare un po’ di informazioni di contorno sull’editoria del 2017.

Il libro (quello cartaceo) vende bene in e-commerce (52%), molto bene in libreria, 78% e poco bene in GDO. E questo consolida  un’importante considerazione: il lettore non sta in una corsia di un supermercato.

Libri Versus EbookBene la crescita dell’esportazione di diritti di edizione, che negli ultimi anni aveva visto i nostri autori in difficoltà con l’export. Gli autori italiani destano quindi l’interesse del mercato straniero.

Il settore Fiction continua a essere in crescita, sia in termini di copie vendute, sia in termini di valore. Continua la crescita del mercato ebook, anche se solo di un + 3,2% (il 2016 aveva segnato +21,2%).

Di grande interesse anche la comparsa di dati Amazon, anche se stimati. Parliamo fondamentalmente dei libri cartacei, poiché gli ebook vengono trattati  solo marginalmente.

I numeri della narrativa

La narrativa, nel 2017, rappresenta 19.860 nuovi titoli, dato praticamente identico al 2016 (Istat). La libreria di catena è in crescita come parimenti lo store online. Per quanto riguarda la panoramica delle opere pubblicate, risultano un totale di 51860, e sono aumentate di 5000 unità circa rispetto al 2015.

La tiratura si è ridotta di oltre il 25 %, quindi ci sono più titoli a disposizione ma meno copie in circolazione. Ciò significa una maggior scelta, ma con un occhio da parte degli editori al limite della capacità di spesa pro-capite,  aumentando così di soli 2,6 punti percentuali la tiratura complessiva.

Del totale di opere pubblicate, il 64% sono opere “Varia Adulti”. Su quest’ultimo, se consideriamo il settore Romanzi (non classici), essi ricoprono in 24% dei titoli e il 40 % della tiratura, quindi in questo settore troviamo la tiratura più corposa. Le ristampe sono il 25% circa del totale, mentre le prime edizioni sono il 75%.Futuro Editoria

Quindi, il settore Romanzi premia indubbiamente il nuovo, ma rispetto agli altri settori, quello dei Romanzi trova un mercato nel tempo, senza obsolescenza del materiale. Questo è un indicatore di un rinnovamento sistematico della platea.

Nell’ottica quindi un rinnovamento di pubblico, l’ebook rappresenta un grande alleato per Editori e Lettori.

Quanto deve costare un libro?

Per quanto riguarda l’importazione, vediamo che le opere tradotte dall’inglese sono 25575, nel settore “Varia Adulti”. Questo è il settore più importante della produzione.

Sempre in un’ottica commerciale, osserviamo le classi di prezzo: le più gettonate sono fino a 10 euro e tra 10 e 15 Euro, che da sole coprono il 50% del valore. Questo significa che la percezione corretta del prezzo di un libro non dovrebbe superare i 15 Euro. La classe di prezzo subito a ridosso, da 15 a 20 Euro aggiunge un altro 20% circa. Quindi il 70% dei libri ha un prezzo fino a 20 Euro.

Questa è una informazione importantissima, perché le case editrici (e anche gli autopubblicati) devono fare varie considerazioni in fase di creazione del Budget. Purtroppo c’è sempre meno posto per il romanticismo e uno errore editoriale può costare tanto.

Quanti anni hanno i lettori

Per quanto riguarda il pubblico , i lettori sono ancora i più giovani, la fascia 15-24 anni è la più popolata; bene anche i 25-54, anche se forse sarebbe più utile spezzare la categoria in 25-40 e 41-54, in quanto è noto che dai 40 anni, probabilmente a causa del degrado visivo, inizia l’abbandono della lettura (se hai problemi di vista, leggi questo post sui vantaggi dell’ereader , scoprirai che leggere non sarà più uno sforzo).

Sarebbe bene inoltre distinguere tra lettori e lettori accaniti, quelli cioè in grado di divorare 4 libri al mese che in termini di ore dedicate alla lettura sono tipicamente nella fascia 18-40 anni.

Oltre il digitale

Particolare interesse desta la nuova articolazione della lettura digitale, che affianca gli audiolibri all’ebook, legati da un rapporto di circa 1 a 3 in termini di lettura (ovvero una consultazione in audiolibro contro 3 consultazioni di un ebook), che insieme ricoprono il 38% contro un 62% legato al libro cartaceo.

L’integrazione cartaceo/digitale sta aumentando, il consumatore comincia a unire  i due tipi di supporto, rendendo il mix molto più ampio.

Conclusioni

Tirando un po’ le somme di queste analisi emerge un dato confortante: in Italia si legge, poco, ma si legge. Il mercato del libro è secondo solo alla Pay Tv e passa davanti a cinema e quotidiani.

Rispondono bene le vendite in libreria e negli e-commerce, mentre è in forte calo il consumo nell’ambito dellaGDO. È in crescita anche l’appeal dei titoli italiani sul mercato estero.

Gli editori stampano meno libri, ma offrono una maggiore scelta di titoli, con dei prezzi che stanno fra i 10 e 15 euro.

In aumento il consumo dell’audio libro che affianca l’ebook nell’universo del digitale.

Ora tocca a te. Tu in quale categoria di lettore rientri? Dove acquisti più frequentemente i tuoi libri? Se l’articolo ti è piaciuto, aiutante la diffusione condividendolo sulle tue pagine social. Grazie per la tua attenzione e a presto!