The Mister – E.L. James – Recensione

Scritto il 21/04/2019
da Eleonora

E.L. James, l’autrice delle Cinquanta sfumature, è tornata con una nuova storia: The Mister. Io ho letto la versione in lingua inglese e ne approfitto per condividere con te i miei pensieri su questo libro.

Vieni a leggere la recensione.

The Mister: le premesse

Prima che tu ti accinga alla lettura (e di questo ti ringrazio) ritengo fondamentali due premesse.

La prima: la versione che ho letto io è quella in lingua inglese e il libro non l’ho ricevuto dalla casa editrice, bensì l’ho acquistato in versione ebook.

La seconda: io sono una di quelle lettrici che ha apprezzato molto le Cinquanta Sfumature – il primo e secondo libro in particolare – ancora prima che la trilogia  sbarcasse in Italia, ( anche allora avevo letto la versione in lingua inglese).

A questo proposito ti lascio i link di uno speciale realizzato quando mi dilettavo a fare la blogger.

Giugno 2012. Aperitivo con E.L. James

In quell’occasione ho avuto la fortuna sfacciata di poter incontrare di persona l’autrice a Milano ed è stata una serata bellissima e piena di emozioni, di cui conservo un ricordo piacevolissimo.

Sul blog di Pinkafè vennero realizzati tanti post interessanti in occasione dell’uscita delle Cinquanta Sfumature, fra cui te ne segnalo uno in particolare: l’intervista a un master.

La trama di The Mister

Londra, 2019.

La vita è sempre stata facile per Maxim Trevelyan.

Molto attraente, ricco, aristocratico, non ha mai dovuto lavorare e ha dormito da solo nel suo letto molto di rado. Ma un giorno, improvvisamente, tutto questo cambia quando una tragedia lo colpisce ed eredita il titolo nobiliare della sua famiglia: un’immensa ricchezza e tutta la responsabilità che ne deriva.

E questo non è un ruolo per il quale Maxim è preparato e si deve sforzare per affrontarlo. Ma la sfida più grande sarà resistere al desiderio per una giovane donna enigmatica, giunta inaspettatamente a Londra, che porta con sé solo il suo passato, difficile e pericoloso.

Sfuggente, bella e con un grande talento musicale, Alessia rappresenta per Maxim un mistero seducente e il suo desiderio per lei aumenta diventando presto una passione che non si spegne, mai provata prima.

Ma chi è Alessia Demachi? Può Maxim proteggerla da ciò che la minaccia? E lei come reagirà quando scoprirà che anche lui le sta nascondendo dei segreti?

Dal cuore di Londra, alla selvaggia Cornovaglia, fino alla cupa e temibile bellezza dei Balcani, The Mister è un viaggio in cui si alternano pericolo e desiderio, lasciando il lettore senza fiato fino all’ultima pagina.

The Mister: tutto quello che devi sapere

Comincio col fugare alcuni dubbi. È un autoconclusivo?  La storia troverà la sua conclusione, ma a mio avviso ci sono alcuni fronti che potrebbero trovare spazio in un secondo libro.

Quello però che ci interessa sapere, adesso, è che la storia di Maxim e Alessia ha un finale chiaro e definito.

È un erotico? Si parla di BDSM? Il libro secondo me ha una sensualità calda, ma personalmente non lo trovo erotico, sicuramente non ai livelli della trilogia di Christian e Ana.

E dimenticati pure BDSM e famolostranismi sessuali.

Maxim non si pone assolutamente con una personalità dominante, e avrò modo di parlarne.

Punti di vista: il protagonista maschile, Maxim, è narrato in prima persona, mentre Alessia in terza persona.

Cosa mi è piaciuto di questo libro

Vado dritta al sodo: a me il libro è piaciuto! Ho già adocchiato le recensioni oltreoceano e parecchie lettrici non la pensano come me.

Personalmente mi sono goduta moltissimo il respiro di questa storia, il tempo che l’autrice si è presa soprattutto nella prima parte, per pennellare i personaggi, per rendere questa Londra fredda e grigia.

Sono abituata a storie che si bruciano in poco tempo, e poter fare la conoscenza di Alessia e Maxim con un ritmo meno serrato, mi ha permesso di provare empatia per questi personaggi.

Ho apprezzato moltissimo anche i cambi di scenario, da Londra alla Cornovaglia, terra di scogliere a picco sul mare e di paesaggi minerari,  fino all’Albania, un paese di cui francamente sapevo poco o nulla, e che di certo non gode di un background suggestivo e popolare come  altre nazioni europee.

Ma l’Albania, se da una parte si staglia in questa storia con il suo eco di terra paesaggisticamente bellissima, dall’altra offre un che di esotico e sconosciuto con i suoi costumi culturali così lontani dall’Europa delle grandi nazioni.

The Mister: Maxim Treveliyan Vs. Christian Grey

La James si è buttata in un’impresa non da poco, con un fardello sulle spalle che pesa come un macigno: scrivere una nuova storia dopo Christian Grey.

Francamente non l’ho invidiata per questo.

Non so con quale spirito lei si sia messa a scrivere, ma so come ero conciata io quando ho cominciato la lettura. Il fantasma di Christian Grey mi aleggiava nella testa ( a bordo del suo Eurocopter, certo), insieme alla sua playroom, i suoi traumi, la sua ricchezza spropositata.

Ho quindi cercato di mettere da parte lui e tutte le aspettative, che fremevano come macchine da corsa sulla griglia di partenza.

Recensione di E. L. JamesE così è arrivato il momento di fare la conoscenza di Maxim.

E te lo dico col cuore: devi dimenticarti di Christian Grey. Lo devi chiudere nella sua playroom e tenerlo buono lì con i suoi frustini, le palline cinesi e le corde, perché Maxim condivide con il Master BDSM più famoso del mondo solo un’enorme ricchezza.

E se Christian si è spacciato per un self-man, Maxim invece è nato ricco, anzi, ti dirò di più: è nato nobile. E si è ritrovato fra le mani un titolo con tutte le responsabilità connesse, che lui non voleva, perché Maxim ha sempre vissuto alla giornata, fra donne, club e musica.

Il bello di Maxim (o il brutto a seconda dei punti di vista)

Molte lettrici oltreoceano si proclamano deluse da questa storia e per certi versi le capisco. Il confronto è davvero pesante.

A me invece Maxim è piaciuto moltissimo. Sarà perché la James gli ha dato voce, al contrario delle 50 sfumature di Grigio dove vedevo Christian solo con gli occhi di Ana, sia perché è un personaggio molto, molto umano, che fatica a fronteggiare le sua fragilità emerse a seguito di un lutto improvviso.

La James si prende tutto il tempo per pennellarlo nella prima parte, per presentarlo agli occhi della lettrice, e in un passo secondo me si prende anche gioco di noi lettrici, quando  parla di una sua stanza proibita al personale.

Maxim è un personaggio per certi versi sano, non ha bisogno di frustini e contratti per relazionarsi con una donna, e quando si innamora davvero, rappresenta,  forse, tutto quello che una donna potrebbe sognare: passionale, attento, generoso, premuroso… forse troppo, sempre lì a chiedere ad Alessia: ” Stai bene?”.

Ragazze, vi presento il principe azzurro.

Perché Maxim è proprio questo, un principe azzurro, perfettamente umano. Niente famolostranismi sessuali, niente traumi infantili, semplicemente un uomo innamorato che ha perso da poco una persona a cui voleva molto bene e che trova una donna che gli fa battere davvero il cuore.

Per lei è pronto a tutto, a imbracciare un fucile, ad attraversare mezzo continente, a rischiare forse la vita, perché Alessia arriva con un bagaglio molto pericoloso. Ma lui è deciso a salvarla, da tutto e da tutti, e lo farà davvero.

Se non è questo il principe azzurro…

The Mister: chi è Alessia Demachi

Alessia è la nostra porta verso un mondo sconosciuto, verso un paese che è davvero lontano dalla metropoli inglese dove la ragazza ora vive.

E  trovo che  il contrasto che incarna Alessia diventa il suo punto di forza.  Giunta in Inghilterra da un paese come l’Albania che  ha fatto i conti con il comunismo, le differenze religiose e l’arretratezza culturale, Alessia non dà nulla per scontato, nemmeno un ombrello offerto da Maxim per ripararsi dalla pioggia.

Per vivere, Alessia fa la donna di servizio a casa di Maxim. E lei adora pulire quell’appartamento  perché le permette di suonare il pianoforte del padrone di casa.

Vivendo  lontana da casa, in una città plumbea, dal clima freddo, dove tutti sono chiusi in se stessi, potersi ritagliare del tempo per suonare è come respirare una boccata d’aria fresca, è come poter vedere finalmente il mondo a colori.

Quelli della musica, perché Alessia ha un talento speciale e la musica avrà un ruolo importante in questo libro.

Le sue origini fanno di Alessia il personaggio che è: quella che si emoziona alla vista del mare,  di fronte ai negozi fornitissimi, che si scandalizza quando un uomo, Maxim, le prepara la colazione.

Cosa non mi è piaciuto

Ho avuto paura della scatola chiusa in cui l’autrice ha chiuso in personaggi a un certo punto del libro. La coppia, sola, in una magnifica residenza in Cornovaglia, secondo me ha rischiato in diversi punti di annoiare, o quanto meno di allentare l’attenzione della lettrice.

Ho trovato anche il finale un po’ troppo sui toni da feuilleton, ma me lo sono goduto lo stesso, a quel punto ormai ero dentro la storia e volevo proprio sapere come sarebbe andata a finire.

Il linguaggio

Avendo letto il libro in lingua inglese, non faccio commenti sullo stile, perché non ho le competenze. Però una cosa la posso dire: ho dovuto ricorrere spesso al dizionario, e tu dirai: per forza, leggi in lingua straniera!

È vero, ma io leggo in inglese da quasi dieci anni, e ormai il dizionario lo consulto davvero pochissimo. In questo caso l’ho dovuto consultare spesso, cosa che ad esempio non mi era mai capitata per le Cinquanta Sfumature, segno che l’autrice non ha usato un linguaggio banale.

Considerazioni generali

La prima volta che ho letto la trama del libro alla mia carissima amica Angela White, scrittrice Mondadori e Amazon Publishing, mi ha chiesto: “Ele, ma è uno storico o un contemporaneo?” E non è stata la sola a fare questa osservazione.

Angela che ha letto tanti romance storici, al contrario di me, ha colto nella trama tantissime analogie con il modello di molti regency: la lei che si improvvisa donna di servizio perché in fuga da qualcuno o da qualcosa.

E diciamocelo: se la James con le Cinquanta Sfumature si è presa il merito di aver sdoganato finalmente il romance in libreria, questa volta con The Mister non si è inventata nulla di nuovo, ma si è mossa secondo archetipi comunque consolidati.

Parlo infatti dell’archetipo della damigella in pericolo, nonché contesa da due uomini. Se vuoi, puoi aggiungere anche quello della Cenerentola che si innamora del Principe Azzurro.

Capisci, ora, perché Christian lo devi tenere chiuso nella sua playroom?

A chi consiglio The Mister

Lo consiglio a chi desidera un protagonista maschile più umano, più alla portata, ma che non esula dalla dimensione del sogno (perché lo ripeto, Maxim è ricco e nobile).

Chi vuole una storia d’amore dai toni quasi classici, ma con un pizzico di contemporaneità; chi ama il sempre verde della damigella in pericolo che viene salvata dal principe azzurro, chi cerca una storia con del respiro.

A chi NON consiglio The Mister

A coloro che si tengono strette Christian Grey tipo copertina di Linus, a chi ama le emozioni forti dei protagonisti un po’ borderline, quelli dei dark romance per intenderci.

A chi vuole tutto e subito e non vuole aspettare, quelle che vogliono una lettura da montagna russa e amano i protagonisti dominatori e un po’ macho-man, che non devono chiedere mai.

Rientri nel primo caso? Allora, buona lettura.

Ora tocca a te! Hai mai letto un libro della James? Sei di quelli che hanno amato il libro oppure lo hanno trovato sopravvalutato? La tua opinione per me conta molto. Se la recensione ti è piaciuta, aiutane la diffusione, condividendola sulle tue pagine social. Grazie della tua attenzione e a presto.