Dottor Jekill e Mister Hyde – R.L. Stevenson – Recensione

Scritto il 23/10/2019
da Eleonora

Hallowen è alle porte e cosa c’è di più adatto per l’occasione se non un classico gotico, nato direttamente da un incubo, come “Lo strano caso del Dottor Jekill e Mr Hyde”? È proprio grazie a un brutto sogno infatti che nel 1886 Robert Louis Stevenson pubblica questo piccolo capolavoro, un racconto unico e incredibilmente profondo.

di Francesca Canti

Dottor Jekill e Mister Hyde: la trama

La storia vede come protagonista il notaio Gabriel John Utterson che, in una Londra del XIX secolo, si trova coinvolto in una vicenda assai misteriosa e intrigante.

Un suo carissimo amico, il dottor Jekill, sembra provare una stima smisurata per uno strano individuo, tale Mr Hyde, a cui arriva persino ad intestare tutto il suo patrimonio in caso morte o assenza prolungata.

Ma chiunque incontri Edward Hyde, compreso il dottor Utterson, si trova preda di un enorme disgusto e repulsione; inoltre questa persona si lascia dietro una serie di comportamenti malvagi che destano non poca preoccupazione al protagonista.

Quel losco figuro sicuramente nasconde qualcosa… ma cosa? E che legame intercorre tra lui e il buon Dr Jekill?

“Non è facile descriverlo. C’è qualcosa di strano nel suo aspetto; qualcosa di sgradevole, qualcosa di addirittura detestabile. Non avevo mai visto un uomo che mi desse tanta ripugnanza, ma non so esattamente perché. Deve avere qualche deformità; dà proprio l’impressione di essere deforme, ma non saprei dire in che cosa. È un uomo dall’aspetto fuori dall’ordinario, eppure non posso citare niente in lui di anormale. No, non riesco proprio a descriverlo.”

Dottor Jekill e Mister Hyde protagonisti della letteratura gotica

L’autore in poche pagine è riuscito a creare un vero e proprio capolavoro che si è guadagnato un posto d’onore tra i miei classici preferiti; amo la letteratura gotica perché racchiude in sé un’angoscia autentica, legata alle ombre dell’essere umano e alle sue più grandi paure.

In “Lo strano caso del Dottor Jekill e Mr Hyde” si affronta una tematica molto complessa, che tuttavia l’autore è riuscito a descrivere con grande maestria, e che alla fine si potrebbe, (ma non si dovrebbe), semplificare come l’eterna lotta tra il bene e il male.

Per essere più corretti l’indagine psicologica condotta da Stevenson affronta la complessità racchiusa nella duplicità della natura umana fatta di morale, convinzioni, volontà ma anche di profondi istinti oscuri e animali, pulsioni irrazionali.

Attraverso il personaggio del Dr Jekill, l’autore racconta di come un individuo che cerca di seguire la via della rettitudine possa essere schiacciato dalle gabbie che la sua società gli impone, cercando in tutti i modi una scappatoia per soddisfare i suoi bisogni più proibiti e profondi.

“Nacque così l’abitudine di nascondere i miei piaceri; e quando raggiunsi una maggiore maturità e cominciai a guardarmi intorno e a considerare la mia carriera e la mia posizione nel mondo, ero ormai completamente assuefatto a una profonda duplicità della vita.”

Chi è il Dottor Jekill

Henry Jekill dunque comincia già in giovane età a portare il peso della sua natura; sa bene che i suoi comportamenti più oscuri non sono ben visti dalla società, ma è anche consapevole di non poterne fare a meno.

Tuttavia decide comunque di provare a nascondere ciò che è e desidera fino ad arrivare a una vera e propria repressione di se stesso.

Tuttavia, la sua vera essenza cerca in tutti i modi di riaffiorare; scava dentro di lui come un animale in gabbia. È per questo che, dopo lunghi anni di esperimenti, arriva a trovare un modo per vivere con serenità la duplicità della sua anima.

Il Dr Jekill, il buono e rispettato dottore avrebbe soddisfatto i suoi istinti “trasformandosi” in Edward Hyde, un individuo che non ha ne un passato ne legami con la società.

Chi è Mister Hyde

Sebbene lo stratagemma funzioni e nessuno sospetti la vera identità di Mr Hyde, celare la propria essenza non è facile come si potrebbe erroneamente pensare.

Qualsiasi individuo incontri Hyde infatti prova una repulsione immediata, un disgusto che viene da dentro e che porta chiunque a mantenere il più possibile le distanze da lui.

Come se non bastasse Edward si lascia andare ai comportamenti più disdicevoli e più malvagi senza neppure premurarsi di nasconderli, senza rimorso, e a Londra piano piano iniziano a girare voci.

E mentre il Dottor Jekill è assuefatto da questa possibilità di una doppia vita senza apparenti ripercussioni, un primo preoccupante sintomo si palesa a stravolgere la sua quiete.

Dottor Jekill e Mister Hyde, tutto il pathos della storia

Stevenson ha creato un’opera dove mistero, suspense e avventura si sposano in maniera eccelsa. Attraverso l’uso di un personaggio “esterno”alla vicenda, se così possiamo dire,  fa sì che il lettore rimanga con il fiato sospeso fino alla fine.

Quando finalmente si possono conoscere i pensieri e le riflessioni più intime di Henry Jekill è ormai troppo tardi. Il travaglio emotivo del lettore sale man mano che aumenta quello provato dal dottor Utterson, terribilmente preoccupato per le sorti del suo caro amico.

Nonostante l’autore non si soffermi quasi per nulla sul passato dei personaggi, se non per brevi accenni, riesce comunque a caratterizzarli in maniera molto decisa.

La decisione di conferire un aspetto così grottesco e repellente a Hyde per rappresentarne la malvagità e il suo essere spregevole, sta sicuramente nella scelta assolutamente oculata da parte dell’autore e che, per quanto mi riguarda, sicuramente ha funzionato.

Una storia che meritava più respiro?

L’unico elemento di quest’opera che mi ha arrecato un po’ di dispiacere è il fatto che sia un racconto e quindi breve; avrei preferito di gran lunga un romanzo dal più ampio respiro, perché la trama è incredibilmente avvincente e avrei voluto che si snodasse con più calma.

Questo non significa che lo scritto trasmetta impazienza nel descrivere gli eventi, ma credo che un’idea così meritasse più spazio.

Dottor Jekill e Mister Hyde, molto più che una lotta fra il bene e il male

Chiudo con una riflessione (peraltro largamente condivisa) che questo libro mi ha ispirato.

Il Dr Jekill non rappresenta il bene assoluto come spesso viene raccontato o mostrato nelle pellicole cinematografiche, bensì l’uomo nella sua totalità, fatto di bene e male allo stesso tempo.

Tuttavia una volta che Henry dà libero sfogo al suo lato oscuro,  si scatena un’inevitabile lotta tra i due istinti. L’essere umano non è fatto solo di bene o di male assoluto; queste due forze coesistono fra loro, spesso fino a quando una non prende sopravvento sull’altra.

Ed è proprio in questo punto che si ritrova, secondo me, l’essenza del gotico: l’angoscia nella battaglia tra buono e malvagio, razionale e irrazionale, dall’esito impossibile da prevedere.

“Il lato perverso della mia natura, era meno sviluppato del lato buono di cui m’ero spogliato; e con questo si spiega il fatto che Edward Hyde era tanto più basso e giovane di Henry Jekyll. Come la bontà splendeva nell’aspetto dell’uno, così la depravazione era scritta sul volto dell’altro. Il male (che credo sia la parte mortale dell’uomo) lasciava su quel corpo un’impronta di deformità e di decadenza. Eppure, guardando quella brutta immagine allo specchio, non provavo alcuna ripugnanza, ma un moto di soddisfazione. Anche questo ero io.”

Leggi su Treccani cosa ne pensa Alessandro Cappabianca, critico cinematografico, della versione cinematografica del 1931 dal titolo Il Dottor Jekill.

Francesca Canti

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