La maledizione di Aileen

Scritto il 23/10/2017
da Eleonora Morrea

di Simona Friio

Il castello era incastonato come un diamante grezzo nella roccia, e si affacciava su di un promontorio a picco sul mare del nord, continuamente sferzato da venti gelidi e bagnato da un'invisibile spuma di mare, soggetto al moto perpetuo delle maree.

C'erano salsedine ovunque, così come umidità. Il muschio cresceva sulle pareti di pietra e si infilava come un guanto tra le crepe, che correvano simili a cicatrici sul volto del maniero.

Una struttura decadente che aveva visto tempi migliori, eppure avvantaggiata da una posizione strategica, di dominio sulla rotta degli scambi commerciali tra gli antichi popoli.

Ma anche mira di incursioni vichinghe, sempre nel mirino di qualche avido condottiero. Si diceva che lì, abitasse il fantasma di una giovane donna la cui vita era stata prematuramente spezzata da un signorotto ingordo di carne fresca. Il suo nome era Aileen.

Aileen era bella, giovanissima e ingenua. Troppo ingenua per un uomo che dopo averla sedotta, si era defilato come un verme assieme alla di lei virtù. Con un pugnale conficcato nello sterno, si era lasciata cadere dal promontorio incontrando la scogliera sottostante in balìa dei frangiflutti…

Aileen non aveva mai smesso di infestare il castello. Non aveva mai smesso di cercare la propria vendetta.

 

La guida si allontanò dal gruppo e, lasciando i turisti a girovagare per il giardino del castello, s’infilò in un corridoio che portava direttamente alle segrete. Lì, incontrò Declan, l’addetto al customer service, e lo abbracciò, tremando appena.

«Ho visto Aileen...» gli sussurrò, bianca come un cero, la bocca allappata. «Mi è venuta incontro e mi ha letteralmente trapassato.»

«Dici davvero?» Declan le strinse teneramente le braccia. «Non si è mai palesata tanto spesso. Che giorno è oggi?»

«Il 31 ottobre» rispose Mary incontrando i suoi occhi. «Oddio.»

Declan annuì e si passò nervosamente una mano fra i capelli.

«Aileen si toglierà la vita per la 253esima volta, proprio nel giorno della sua morte. E la toglierà a qualcun altro.»

Mary prese a tremare. Si strinse a lui.

«Non credo alla leggenda... Non ci voglio credere» gli disse più impaurita di quello che voleva sembrare.

«Eppure accade ogni volta.»

«Porterò via i turisti, anche se tra loro non c'è nessun giovane uomo che potrebbe...»

«Essere Ian…» concluse il ragazzo a denti stretti.

Mary provò una strana sensazione alla bocca dello stomaco quando pronunciarono quel nome. Un’indefinibile sferzata gelida la avvolse da capo a piedi, gelandole il sangue nelle vene.

No, si disse, non il mio Declan Aileen! Non un'altra vittima innocente per riscattare la tua, di vita.

Chiuse gli occhi e si appoggiò contro il petto di Declan, in preda alla paura.

Aileen scelse il suo Ian. Nella notte di Halloween tornò a essere vera, impossessandosi del corpo di Mary. Baciò il suo Declan e lo trascino giù con sé.

Lei, invece, fu ritrovata ai piedi della scogliera con indosso un abito di fine settecento, e un bel pugnale conficcato nello sterno.