Una fervida immaginazione

Scritto il 29/10/2017
da Eleonora Morrea

di Carla Negrini

Gli adulti non credono mai a quello che dicono i bambini. Pensano che vivano in un mondo tutto loro, fatto di creature immaginarie e di mondi inventati.

Ma ciò che aveva visto Billy era reale. E ora quella cosa era confinata nel bagno di fianco alla sua cameretta. Prima di rinchiuderlo dentro, Billy aveva visto la malvagità negli occhi di quel viso crudele . Quel mostro grugniva e graffiava la porta nel tentativo di uscire dalla sua prigione e il bambino lo aveva già inquadrato: si trattava di uno zombie. Billy non capiva come avesse fatto a finire lì. Sapeva soltanto che doveva rimanere davanti a quella porta e impedire a chiunque di aprirla. Da quando suo padre era morto, lui era l’unico uomo rimasto in quella casa e nonostante avesse solo sette anni, doveva proteggere la sua famiglia a tutti i costi.

<< Billy, la colazione è pronta! >> urlò la madre dalla cucina.

<< Non ho fame, mamma! >> rispose a gran voce il ragazzo.

Non poteva abbandonare la sua postazione, doveva vigilare finché non gli fosse venuta in mente una soluzione per quel piccolo problemino. Dai film che guardava all'insaputa della madre, aveva imparato che uno zombie può essere sconfitto solo con un colpo in testa. Che cosa avrebbe potuto usare per fracassargli il cervello prima che quel mostro si pappasse il suo?

Ben presto, Billy fu trascinato via dai suoi pensieri dall’arrivo della sorella.

<< Levati, Billy. Devo farmi la doccia prima di andare a scuola >> disse la ragazza.

<< No, non puoi entrare! Qui dentro c’è uno zombie. Dobbiamo trovare il modo di ucciderlo >> protestò Billy.

<< Smettila, Billy! Sempre con queste fantasie, quando ti deciderai a crescere? >>

<< Ti dico che c’è davvero. Ha tentato di mangiarmi il cervello e per poco non c’è riuscito. Non l’ho inventato! >>

Ma la sorella proprio non ne voleva sapere di ascoltarlo. Spintonò Billy e lo fece cadere a terra. Girò la chiave che si trovava nella serratura, aprì la porta e se la richiuse alla sue spalle. Poco dopo la ragazza lanciò un urlo che riecheggiò per tutta la casa.

Billy si rialzò in piedi e corse in soccorso della sorella. Ma quando entrò in bagno, non c’era più traccia né di lei né dello zombie. Dov’erano finiti? All’improvviso, Billy sentì qualcuno prenderlo alle spalle e morderlo alla gola. Urlò, poi quell’essere lasciò la presa e si mise a ridere: era solo la sorella. Non avendo trovato alcuno zombie in bagno, si era nascosta vicino alla porta e aveva deciso di far morire di paura il fratello.

<< Ah! Ah! Ah! Ammettilo, te la sei proprio fatta sotto! E, come previsto, del tuo zombie nessuna traccia. >> disse lei.

<< Ti dico che c’era! >> ribatté Billy.

<< Sì certo, nella tua testa. Ora esci e vatti a preparare che tra poco si va a scuola >>

Billy, furibondo, andò in camera sua. Si sdraiò sul letto a faccia in su, si mise le cuffie del cellulare che teneva sul cuscino e fece partire una canzone. Mentre la voce del cantante gli entrava nelle orecchie, Billy pensava a come fosse ingiusta la vita e a quanto avrebbe voluto che qualcuno gli credesse, almeno una volta. Se sua sorella non voleva ascoltarlo, quello zombie poteva anche mangiarla viva, ormai non gliene importava più nulla.

Finita la doccia, la ragazza uscì dal bagno e andò nella propria camera. Mentre si vestiva, sentì degli strani versi provenire da dietro le sue spalle.

<< Billy, smettila di fare il cretino! Esci subito dalla mia stanza o lo dico alla mam… >> non riuscì a finire la frase.

Uno zombie in carne e ossa la morse alla gola. Lei urlò chiedendo aiuto al fratello. Billy sentiva solo la musica e così non si accorse delle grida della sorella. La testa del ragazzo ciondolava a ritmo di musica e intanto immaginava che uno zombie assalisse la sorella e se la pappasse viva. Aveva proprio una bella fantasia, Billy.