Lascia che cada la pioggia- Maratona di San Valentino

Scritto il 12/02/2018
da Eleonora Morrea

di Valeria Monti

I pennelli sono pronti e i colori lo stanno aspettando. L’odore della vernice gli penetra nelle narici dandogli il buongiorno.

Osserva i passanti. Frotte di turisti che sembrano mescolarsi fino a confondersi, ogni giorno facce sempre uguali, occhi avidi che rubano le bellezze della sua città.

Lentamente prepara la solita tela sul cavalletto, quella che sta imparando ad amare e che vorrebbe non terminare mai.

Mancano pochi minuti alle dieci.

Osserva i portici di fronte a sé e aspetta, il pennello sospeso a mezz’aria, come l’archetto di un violino che attende il “la”.

Oggi piove, quindi sa che potrebbe tardare di qualche minuto, ma non importa, aspetterà, perché non ha altro posto dove andare che non sia quella piazza, quel piccolo angolo di mondo.

L’arrivo tanto atteso è annunciato da un qualcosa che non sa definire; una sensazione che altera il battito del suo cuore e che gli fa pulsare più forte il sangue nelle vene. È sempre così, ogni giorno, quando lei compare, in lontananza.

Riesce a riconoscerla, nonostante sia nascosta da un ombrello troppo grande per il suo esile corpo. Cammina spedita per raggiungere il lato opposto della piazza. L’impermeabile leggero, a ripararla dall’aria, si muove con il vento.

Quando è abbastanza vicina da poter intravedere il suo volto, inizia a dipingere; sa che avrà pochi secondi a disposizione e il suo cervello si prepara a catturarne ogni particolare, anche il più piccolo.

Nota che porta i capelli sciolti sulle spalle, oggi, ed è ancora più bella. I suoi occhi bevono quei lineamenti, ogni singola piega che prende la sua bocca perfetta, le ciglia che si abbassano mentre va incontro alla pioggia.

È il battito del suo cuore a dare il ritmo alle pennellate che si susseguono e sta crescendo dentro di lui qualcosa di molto simile all’amore.

Lei, a un tratto, si ferma. Un gesto che rompe la routine e che lo mette in allerta, perché sa che sta per accadere qualcosa d’inaspettato.

Il polso trema e il pennello arresta la sua danza.

C’è un uomo di fronte a lei. L’ombrello della ragazza si abbassa e la pioggia inizia a imperlarle i capelli.

E la sua espressione…

Si domanda se le sue mani di artista, quelle che per anni hanno saputo rubare i colori al mondo, saranno mai in grado di imprigionare sulla tela ciò che ora i suoi occhi stanno vedendo.

Rimane incantato a guardare quell’incontro di anime e riprende a dipingere, sempre più velocemente, anche se questa volta fa male.

I due si avvicinano fronte contro fronte, viso contro viso.

Non era mai stata così a lungo davanti ai suoi occhi. Ora può osservarla meglio, anche se quel sorriso e quella gioia inattesa sono per un uomo. Un altro uomo.

Il tempo sembra essersi fermato e la pioggia continua a cadere.

Comprende che questo è un addio. Lo legge in quell’abbraccio infinito, nell’ombrello abbandonato sull’asfalto e nelle labbra che non smettono di sorridere.

Dà l’ultima pennellata al suo quadro, quella che sancirà la fine di un sogno.

I due innamorati si allontanano insieme, abbracciati sotto la pioggia e a lui, l’artista, il ladro di colori e di anime, non resta che il frammento di un ricordo.

Resta lì, con il suo amore impresso per sempre su quella tela, incapace di muoversi. La giovane coppia è una macchia sempre più indefinita all’orizzonte.

Ripone i colori con cura, pulisce i pennelli e sistema il tutto nella sua valigetta.

E per un attimo, si domanda quale sia il reale confine tra l’artista e l’uomo, tra l’illusione e la realtà.

Sa che ci saranno altri luoghi da visitare, altri volti da immortalare. Perché è questo il suo destino: innamorarsi perdutamente della sua opera, per poi lasciarla andare al mondo.

La pioggia, portata dal vento, bagna la tela con il suo tocco leggero, come un ultimo addio.

E lui la lascia cadere.


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