L'ultima doccia insieme - Maratona di San Valentino

Scritto il 12/02/2018
da Eleonora Morrea

di Violeta Artemisia

Dalla raccolta "Lettere che mai leggerai"

Comprai quel doccia schiuma in un impeto di follia. La confezione era rosa arancione e mi ricordava il colore rosso della tua pelle illuminata da lentiggini dorate.

Emanava il profumo di rosa canina e lasciava la pelle vellutata come il petalo di un fiore che spuntava nel deserto.

Era un rito, condividere la doccia insieme, un intimo momento in cui soltanto la luce del mattino ci guardava attraverso la finestra del bagno.

Io, piccola e minuta; tu, un orso che occupava quasi tutto quel box troppo piccolo.

La mancanza di spazio, ci obbligava a stare quasi abbracciati, mentre i movimenti impediti dallo spazio esiguo, erano fonte di risate e scherzi. Come bambini dispettosi "giocavamo a pallone" con la spugna che ci finiva spesso negli occhi.

L'acqua scorreva dall'alto; bagnava te per primo e poi si riversava come cascata sul mio corpo. Gli occhi mi bruciavano, i capelli si bagnavano; quasi non riuscivamo a lavarci, ma le nostre risate spaccavano il silenzio col forte grido di una felicità selvaggia.

La schiuma aumentava, le pareti di plastica si scardinavano, l'acqua invadeva il bagno, ma nulla scalfiva la nostra gioia.

Infreddoliti e tremanti ci asciugavamo a vicenda in fretta e mentre tu uscivi fresco e perfetto, io emergevo come uno spiritello selvaggio con capelli ricci e ribelli a causa dell'umidità.

Centellinai con cura quel doccia schiuma che abbiamo usato l'ultima volta insieme e, nonostante ciò, finì comunque troppo presto.

Ho ancora nel mio bagno il contenitore vuoto e lo conservo tra i tanti altri che ho comprato in seguito, ma nessuno di questi ha rimpiazzato il sapone al profumo di rosa canina.