Oltre il Pericolo - Capitolo 1

Scritto il 02/08/2018
da Gianfranco Cellarosi

di Lora Leigh

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Maggie Samuels era pallida. Troppo. Le lentiggini sulle guance cremose e sul profilo del naso spiccavano chiaramente, mettendo in luce la fragilità e la delicatezza dei lineamenti. Le labbra morbide tremavano, i grandi occhi verdi erano sgranati per lo shock e allagati di lacrime non versate.
E lui voleva salvarla. Dietro il falso specchio, Joe Merino si ficcò le mani nelle tasche dei calzoni, guardandola mentre si stringeva nelle braccia e fissava, senza vederlo, il detective che la interrogava. Folker la stava torchiando da ore.
Il marito era morto da meno di una settimana, un marito che presumibilmente l’adorava. Che viveva per lei. Colui che avrebbe dovuto essere amico di Joe. E ora, anche la vita di Maggie era in pericolo, a causa di quello stesso uomo.
Non gli sarebbe dovuto importare un accidente. A conti fatti, se l’era voluta; avrebbe dovuto lasciare che ne uscisse da sola. Quello era ciò che gli diceva la testa. Il cuore invece, suggeriva tutt’altro: era impossibile che Maggie fosse coinvolta.
Tanto tempo prima ci era andato a letto con lei, l’aveva tenuta tra le braccia e guardata in viso mentre raggiungeva l’orgasmo. La donna che conosceva non aveva abbastanza sangue freddo per tutto questo. Ma non aveva neppure mai sospettato che Grant facesse parte dell’organizzazione criminale di Fuentes. Che avesse avuto una parte negli stupri e nelle torture di molte giovani donne che Fuentes aveva rapito.
Ora, era lì, dopo solo pochi giorni dalla morte di Grant, a sforzarsi di rimanere insensibile al rischio di vedere coinvolto in quell’orrore qualcun altro tra le persone che amava. Al fatto che la sua vita si fosse tramutata in un tale caos.
Dopo l’inganno e la morte di sua moglie, cinque anni prima, Joe aveva lasciato che l’amarezza e la diffidenza nei confronti delle donne si mettessero tra lui e colei che sapeva appartenergli. Lo sapeva anche allora. Ogni volta che pensava a un futuro con Maggie, il ricordo della fine di Bettina lo perseguitava come uno spettro. Era morta nel lasciarlo. Lei e il suo amante, fatti di droga, erano piombati giù da un terrapieno con la macchina su cui viaggiavano. Non era stato in grado di tenersi stretta la donna che aveva sposato e che aveva giurato di amarlo. E due anni dopo, ci era ricaduto, si era innamorato di Maggie.
Joe osservò Maggie, serrando la mascella e digrignando i denti, mentre il passato minacciava di inghiottirlo. Due anni e mezzo prima, Maggie era stata sua anche se solo per pochi mesi. Ma non aveva preso quello che avrebbe potuto; lei se n’era andata, era fuggita dalle sue braccia e qualche mese dopo si era buttata in quelle di Grant.
Il problema era: non aveva mai smesso di amarla. 
Fissò la stanza degli interrogatori, lottando con se stesso per ignorare la stretta al cuore, il rimpianto, la rabbia e il desiderio. Aveva combattuto contro queste emozioni per due anni e mezzo. Contro una brama che non si acquietava e non diminuiva, per una donna che non avrebbe mai più potuto avere e che presumibilmente era coinvolta nelle attività illegali del marito.
La sensazione che fosse innocente gli chiudeva lo stomaco in una morsa, ma la ignorò. Si era sentito così anche quando aveva cominciato a sospettare che vi fosse una talpa all’interno della sua squadra. Aveva iniziato a indagare su ogni suo membro, eccetto Grant. Aveva condiviso i propri sospetti con lui, discusso il modo migliore per attirare il traditore allo scoperto. E Grant aveva compreso, si era arrabbiato, aveva finto di aiutarlo.
Dio, era stato un pazzo. Proprio come lo era in quel momento, mentre desiderava credere in Maggie, anche quando le prove contro di lei sembravano farsi più solide.

- Continua...-