Una Rosa Per Travis

Scritto il 09/08/2018
da Gianfranco Cellarosi

di: Julie Garwood

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Ranch Rosehill, Valle del Montana, 1880

Travis Clayborne stava seriamente pensando di uccidere un uomo.
Il più giovane dei fratelli era appena tornato dall'estremità meridionale del territorio, e aveva intenzione di fermarsi a casa una notte prima di riprendere la caccia. Fino a quel momento, la sua preda era riuscita a restare un passo avanti a lui. Aveva creduto di averlo preso in trappola vicino alla gola, ma quel demonio inafferrabile era scomparso nel nulla. Sebbene con riluttanza, Travis si sarebbe complimentato con quello straniero per averlo vinto in astuzia. E probabilmente, anche per la sua capacità di sopravvivenza. Poi gli avrebbe sparato.
Aveva preso in considerazione l’idea di farlo fuori subito. Il suo nome era Daniel Ryan, e il peccato commesso era imperdonabile dal punto di vista di un figlio. Ryan aveva osato approfittarsi di una dolce, innocente, gentile e anziana signora dal cuore d’oro: Mamma Rose per essere esatti, e ucciderlo, sarebbe stato fin troppo poco per Travis. Ora cercava di convincersi che la giustizia fosse dalla sua parte.
Quella sera attese che la madre andasse a letto, prima di discutere quell’atrocità con i fratelli. Sedevano uno accanto all’altro sul portico, i piedi calzati negli stivali appoggiati sulla ringhiera, le teste rovesciate all’indietro e gli occhi chiusi.
Harrison, il cognato, si unì a loro dopo che Rose fu salita di sopra. Pensò che i fratelli sembrassero soddisfatti e fu lì lì per dar voce al pensiero quando Travis rivelò le sue intenzioni. Harrison si sedette sulla sedia accanto a Douglas e allungò le lunghe gambe in avanti, quindi dissentì. Spiegò che la legge avrebbe dovuto occuparsi del ladro, e che quella persona, come ogni altro uomo o donna in quel paese, aveva diritto a un processo. Se fosse risultato colpevole, sarebbe stato mandato in prigione, ma non doveva essere ammazzato a sangue freddo.
Nessun Clayborne gli prestò attenzione. Harrison era un avvocato ed era nella sua natura discutere su ogni piccola questione. Tutti i fratelli pensavano che fosse delizioso il modo in cui Harrison credeva nella giustizia per tutti. Il marito della loro sorellina era un uomo per bene, ma veniva dalla Scozia e, secondo loro, era un po’ sprovveduto per quel che riguardava le leggi di quelle lande selvagge. Forse, in un mondo perfetto, l’innocente sarebbe stato sempre tutelato e il colpevole sempre condannato, ma non vivevano in un mondo perfetto, no? Vivevano nel Montana.
Inoltre, quale uomo di legge sano di mente si sarebbe preso il disturbo di dare la caccia a una biscia quando c’erano così tanti serpenti a sonagli pronti a colpire?
Harrison rifiutava di piegarsi alla logica dei Clayborne. Era sconvolto dalla decisione di Travis di mettersi all’inseguimento del colpevole che aveva derubato sua madre; gli rammentò che aveva il dovere, come futuro avvocato, di comportarsi con onore. Gli suggerì anche di rileggere la Repubblica di Platone.
Travis non si sarebbe lasciato dissuadere da quella che considerava una sacra missione. Si piegò in avanti per guardare Harrison, mentre gli esponeva i propri argomenti.
― Il primo dovere di un figlio è verso sua madre ― dichiarò.
― Amen ― borbottò Douglas.
― È chiaro a tutti che mamma Rose è stata ingannata ― continuò Travis. ― Le ha chiesto di vedere l’astuccio d’oro e la bussola, giusto?
― Vorrei che mamma non gliene avesse parlato ― interloquì Adam.
― Ma lo ha fatto ― intervenne Douglas. ― E scommetto che le ha chiesto di vederla appena ha saputo che era d’oro.
― Sapeva già che l’avrebbe rubata ― dichiarò Cole.
― È stato bravo a lasciare che la folla li separasse ― commentò Adam.
― Mamma Rose ci ha riferito che questo Ryan è alto più di un metro e ottanta. Ed è anche robusto ― rammentò loro Douglas. ― Ovvero che probabilmente ha più muscoli della maggior parte degli uomini. A noi sembra strano che un uomo così grosso possa venire spinto via da una folla. Intendeva rubarla, di sicuro.
― Per amor di Dio, Douglas, non puoi presumere... ― iniziò Harrison.
Travis lo interruppe. ― Nessuno si approfitta di nostra madre e la fa franca. È compito dei suoi figli riparare al torto. Di certo puoi capire come ci sentiamo, Harrison. Avevi una madre una volta, no?
― Non ci conterei ― commentò Cole con voce strascicata, solo per innervosire Harrison.
Suo cognato non era nello stato d’animo di contestare quell’osservazione. ― Il vostro modo di ragionare è contorto ― replicò. Attese finché gli sbuffi derisori si spensero, quindi affermò che l’intenzione di Travis di sparare al ladro era omicidio premeditato.
Cole gli rise in faccia e, allungandosi oltre Douglas, rifilò a Harrison una pacca sulla spalla, complimentandosi per la sua uscita così divertente. Poi suggerì al cognato di cominciare a riflettere su un modo per tirare fuori di prigione Travis, nel caso venisse arrestato per aver fatto il proprio dovere. Suggerì anche a Travis di limitarsi a riportare il colpevole in Montana perché potessero sparargli tutti insieme.
Harrison stava quasi per ammettere la sconfitta. Era impossibile inculcare del buon senso ai fratelli. L’unica cosa che lo manteneva lucido era che, in fondo al cuore, sapeva che nessuno di loro avrebbe mai commesso un omicidio a sangue freddo. Di sicuro si divertivano a parlarne.
― Come fai a sapere che l’uomo che stai inseguendo è davvero Daniel Ryan? Potrebbe aver inventato il nome ― osservò. ― Avrebbe anche potuto mentire sul fatto che venisse dal Texas.
― No ― disse Cole. ― Ha rivelato a mamma Rose il suo nome e da dove veniva prima che lei parlasse dei regali che ci stava portando.
― Grazie a Dio non si è lasciata sfuggire nulla degli altri regali. Probabilmente avrebbe rubato anche il mio orologio da tasca ― disse Douglas.
― Scommetto che avrebbe preso anche la mia mappa ― intervenne Adam.
― E i miei libri rilegati in pelle ― aggiunse Travis.
― D’accordo, il ladro è del Texas ― disse Adam. ― Aveva un modo particolare di strascicare le parole quando parlava.
― Vero ― ricordò Douglas. ― Lei pensava che fosse... Come ha detto, Travis?
― Affascinante ― rispose questi accigliandosi.
― Non mi sono mai piaciuti i nomi Daniel e Ryan ― annunciò Cole. ― Ora che ci penso, non mi stanno simpatici neanche i texani. Non ci si può fidare di loro.
Harrison alzò gli occhi al cielo. ― A te non piace mai niente e nessuno ― gli ricordò. ― Fammi un favore, non dire più un’altra parola finché non vado di sopra, o rischio di dimenticare di essere un uomo ragionevole.
Cole rise. ― Sei tu quello che ha insistito per tornare a Rosehill con tua moglie. Io faccio parte di Rosehill, Harrison, che ti piaccia o no.
― Mary Rose ha bisogno di sua madre per il parto. Non ho intenzione di andare di città in città con il giudice Burns e lasciarla sola a Blue Belle. E a proposito, la prossima volta che le dici che cammina come una papera, ti darò un pugno. Capito? È un po’ emotiva in questo momento e non ha bisogno di sentirsi dire che è grossa come...
Cole non lo lasciò finire. ― D’accordo, smetteremo di prenderla in giro. Di sicuro sta diventando graziosa, vero?
― È sempre stata graziosa ― replicò Adam.
― Sì, ma adesso che ha in grembo mio nipote, è ancora più graziosa. Non osare riferirle quello che ho appena ammesso, o non mi lascerà più vivere. A mia sorella piace tormentarmi ogni volta che può, e francamente, non riesco a capire perché.
Colse il bagliore negli occhi di Harrison e comprese che era sul punto di dire qualcosa per provocarlo. Dal momento che Cole non era dell’umore di discutere quella sera, decise di riportare la conversazione sulla faccenda più urgente, ovvero catturare una subdola serpe d’un ladro strisciata  nel territorio del Montana dal Texas.
― Hai intenzione di partire domani, Travis?
― Sì.
― E chi ha deciso che sia tu a inseguire Daniel Ryan? ― chiese Harrison. ― Se il texano ha davvero rubato la bussola di tuo fratello, e sono solo disposto ad ammettere che esista la possibilità, allora non dovrebbe essere Cole a inseguirlo? La bussola era destinata a lui.
― Cole non può andare da nessuna parte ora ― spiegò Adam.
― Deve stare nascosto finché il vecchio Shamus Harrington non si calma ― aggiunse Douglas.
― Cosa hai fatto, Cole? ― chiese Harrison, temendo la risposta.
― Si è difeso ― rispose Adam. ― Uno dei figli di Harrington credeva di essere più veloce con la pistola e Cole è stato obbligato a sparare.
― Cosa è successo?
― Ho vinto ― disse Cole con un sorrisetto.
― Ovviamente ― sbottò Harrison. ― L’hai ucciso?
― No, ma quasi ― ammise. ― È stato veramente strano il modo in cui mi ha sfidato ― aggiunse. ― Lester si era unito a una banda di passaggio da Blue Belle, e si diceva che avessero intenzione di derubare la banca di Hammond, il prossimo sabato ― aggiunse.
― In effetti è strano che ti abbia sfidato ― concordò Douglas. ― Lester si atteggiava a grand’uomo di fronte ai suoi nuovi amici. Forse voleva impressionarli.
― Ho sentito dire che sono stati loro a incitarlo a coinvolgerti in una sparatoria ― disse Adam. ― Dooley mi ha riferito che si comportavano come se sapessero esattamente chi fossi, Cole.
― Dooley frequenta il suo amico Ghost da troppo tempo ― disse Cole. ― Non puoi prendere sul serio tutto quello che dicono, Adam.
― Probabilmente avevano sentito parlare della tua reputazione ― suggerì Douglas.
― Stavano solo cercando guai ― disse Cole. ― Inoltre, sanno tutti che i figli di Harrington sono degli idioti.
― Vero, ma il vecchio Shamus nutre rancore ― disse Douglas. ― I montanari si comportano così quando uno di loro viene colpito, e dal momento che ha altri cinque figli, dovrai essere davvero prudente per molto tempo.
― Sono sempre prudente ― si vantò Cole. ― Ora che ci penso, potrei dare io la caccia a Ryan, Travis. Tu hai da fare a sufficienza senza...
Il fratello non lo fece finire. ― No, tu rimarrai qui ― disse. ― Inoltre, ho già tutto pronto.
― Vero ― disse Douglas. ― Prenderà tre piccioni con una fava.
Travis annuì. ― Porterò i documenti a Wellington e Smith così quando inizierò l’apprendistato nel loro studio legale a settembre, tutto quanto sarà in ordine, e dal momento che Hammond è a un salto da Pritchard, mi occuperò anche della faccenda di cui mi ha incaricato mamma Rose, poi tornerò a River’s Bend, sparerò a Ryan, e riporterò il regalo di compleanno a Hammond. Sarò di ritorno in tempo per la festa.
― Ci devi dieci dollari per il regalo di mamma Rose ― ricordò Cole a Harrison.
― Cosa le regaliamo? ― chiese questi.
― Una bella macchina da cucire ― rispose Douglas. ― Le si sono illuminati gli occhi quando ha visto la foto sul catalogo che le ha dato Adam. Le prenderemo il modello più costoso, ovviamente. Merita il meglio.
Harrison annuì. ― Ma Golden Crest e River’s Bend non sono nella direzione opposta?
― Infatti ― disse Cole. ― È per questo che credo sia meglio che insegua io Ryan, Travis. Risparmieresti...
Ancora una volta, il fratello lo interruppe. ― Devi restare nascosto.
Harrison si disse d’accordo e offrì un’alternativa che avrebbe risparmiato a Travis sia tempo che guai.
― Di certo puoi comprare la macchina da cucire a Pritchard e risparmiarti diversi giorni di cavallo.
― Suppongo che sia possibile ― disse Cole. ― Ma Ryan non è stato avvistato a Pritchard. Era diretto a River’s Bend, ieri.
― E come lo sai? ― gli chiese Harrison.
― Abbiamo sparso la voce che vogliamo essere informati nel caso venga avvistato ― spiegò Adam. ― Travis, è un peccato che tu ti debba occupare di quella faccenda. Quando raggiungerai River’s Bend, a quel punto, Ryan sarà sicuramente già lontano.
― Ho già risolto tutto ― disse Travis. ― Senza soste, dovrebbe bastare un giorno di cavallo per accompagnare questa Emily Finnegan dal suo sposo a Golden Crest, e se il torrente è in secca, posso attraversarlo ed essere a River’s Bend il pomeriggio successivo.
― Stai sognando ― disse Adam. ― Piove da un mese ormai. Il torrente sarà in piena. Ti ci vorranno almeno tre giorni per aggirarlo.
― Chi è Emily Finnegan? ― chiese Harrison.
― È il favore che ho accettato di fare a mamma Rose ― rispose Travis.
Harrison digrignò i denti. Ottenere informazioni dai fratelli era un’ardua impresa, ma lui era tenace a sufficienza da perseverare. I Clayborne si divertivano a confonderlo con dettagli pretestuosi, privi di ogni rilevanza. Lo facevano apposta, naturalmente. Il loro obbiettivo era farlo desistere, come era solito dire Cole, il che significava che non volevano che mettesse in discussione né le loro motivazioni né i loro principi. Tre dei fratelli erano ancora convinti di poterlo vincere in testardaggine. Adam era l’unico a non essere così ingenuo. Nessuno rivaleggiava con uno scozzese in quanto a testardaggine, e dal momento che Harrison era nato e cresciuto nelle Highlands, ne possedeva a pieno titolo la qualifica.
― E qual è il favore? ― chiese di nuovo a Travis.
― Mamma Rose ha cenato con i Cohen la scorsa settimana, e le hanno raccontato di una donna rimasta bloccata a Pritchard. La persona che la scortava è morta, e lei sta cercando qualcuno che l’accompagni a Golden Crest, ma non l’ha ancora trovata.
― E perché il promesso sposo non va a prenderla a Pritchard?
― Ho rivolto a mamma Rose la stessa domanda, e mi ha risposto che non sarebbe appropriato. Il prete attende a Golden Crest, e spetta a Miss Emily Finnegan arrivarci. Mamma Rose ha offerto i miei servigi.
― Deve aver creduto che Hammond fosse a un passo da Golden Crest ― disse Douglas.
― Ma perché non può scortarla qualcuno di Pritchard? ― chiese Harrison. ― È una cittadina abbastanza grande. Di certo può trovare una coppia disposta a viaggiare con lei.
― La gente di Pritchard è superstiziosa ― disse Cole.
― E che significa? ― chiese Harrison.
― Significa che Miss Emily li spaventa.
― Sembra che la povera Miss Emily abbia perso un certo numero di accompagnatori ― spiegò Douglas.
― Quanti? ― volle sapere Harrison.
― Troppi per tenerne il conto ― rispose Cole, esagerando deliberatamente. ― Si narra che ne siano morti un paio. Travis, faresti meglio a portarti dietro un portafortuna ― aggiunse con un cenno nella sua direzione. ― Ti darei la mia bussola, ma non ce l’ho, e tutto a causa di quel codardo, figlio di...
Harrison lo interruppe prima che si scaldasse di nuovo. ― Non puoi sapere se la bussola ti avrebbe portato fortuna o no, Cole. Non l’hai mai nemmeno vista.
― L’ha scelta mamma Rose, no? Questo la rende un portafortuna.
― Sei superstizioso come la gente di Pritchard ― borbottò. ― Travis, ti aspetti problemi con Miss Emily?
― No ― rispose. ― Non sono superstizioso e non credo alla metà delle cose che dicono di lei. Non può essere così terribile, vi pare?