Sono qui con te (Dimitri 2.2)

Scritto il 28/03/2019
da Eleonora Morrea

di Roxie Rivera

Traduzione: Eleonora Morrea

Editing: Angela White

ATTENZIONE:  il racconto contiene spoiler del volume intitolato "Yuri". per non rovinare la lettura sono stati evidenziati con colore diverso.

Mi giro sul fianco con lo sguardo fisso sulla porta della camera da letto. Invece del solito bagliore bluastro dalle luci notturne a led, nel corridoio e lungo le scale, noto un riflesso più luminoso sulle pareti.

Con l’orecchio teso, colgo il suono della voce di Dimitri proveniente dal piano di sotto. Getto un’occhiata all’orologio e mi sfugge un gemito leggendo l’ora tarda. Con un pesante sospiro mi metto seduta sul bordo del letto facendo dondolare le gambe.

Finalmente sono uscita dal primo trimestre di gravidanza, e se da una parte le nausee si sono placate, sono ancora colta dalle vertigini, se mi alzo troppo bruscamente.

Dopo essermi assicurata di non traballare sulle ginocchia, cerco sul pavimento la camicia da notte che Dimitri mi ha strappato via frettolosamente solo poche ore prima.

Nonostante lui adori vedermi girare nuda per casa, non credo sia un’ottima idea intraprendere quella particolare conversazione senza vestiti addosso. 

Esco dalla camera per andare alla ricerca del mio futuro marito. Una volta giunta nel salotto, lo sguardo mi cade sulle scatole contenenti le bomboniere che Vivian mi ha aiutato a confezionare. Manca meno di una settimana al fatidico giorno, ma non mi sento affatto stressata.

Con Erin a guidare i preparativi e Lena e Vivian come supporto, la situazione è decisamente sotto controllo. Non sono mai stata tanto felice di avere al mio fianco delle così care amiche. 
Il terribile attacco subito da Lena e Yuri, per mano di una delle loro guardie del corpo, ha scosso profondamente Dimitri. Lui si fidava di Jake al punto da sceglierlo per proteggere il suo migliore amico.

Da quel giorno, Dimitri è molto nervoso, consumato dal senso di colpa. Come se il tradimento di Jake non fosse stato abbastanza brutto di per sé a livello personale, professionalmente non poteva arrivare in un momento peggiore per Dimitri.

La società specializzata nella sicurezza privata che sta per lanciare con l’aiuto di Yuri, ha subito un pesante colpo e ne è uscita malmessa.

Dopo un paio di giorni dall’attacco, Dimitri ha pensato seriamente di gettare la spugna, limitandosi a gestire la sicurezza nei locali notturni, ai concerti e in altri punti sensibili di Houston. 

Per il momento sono riuscita a ridargli coraggio, ma la situazione non è facile.

Lena si era data da fare per riportare la società in carreggiata, ma è necessario un completo rinnovo del marchio e tutta una serie di misure cautelative per rassicurare i potenziali clienti che nulla del genere si sarebbe mai più ripetuto.

Dimitri sta lavorando senza sosta e io comincio a preoccuparmi per lui.

Sempre in stato di allerta, lui mi anticipa, aprendomi la porta ad arco che separa il salotto dalla cucina.

Gesticolando verso l’auricolare Bluetooth agganciato al suo orecchio, mi lancia uno sguardo di scusa e mi tende la mano. Io la afferro con piacere, lasciandomi attirare nel suo abbraccio. Il suo petto caldo e duro è così bello. Qualche volta non riesco a capacitarmi che quest’uomo, dal fascino così sexy e rude, sia tutto mio.
― No, no Lev, sono d’accordo. Penso che dovremmo contattare Ivan. La sua palestra ― Dimitri tace bruscamente per ascoltare quello che Lev aveva da dire. L’esperto di antiterrorismo è un vecchio collega di Dimitri, fin dai tempi dei reparti operativi speciali.

Di recente, ha accettato di unirsi all’azienda come responsabile della formazione e selezione professionale. Non oso neppure immaginare a quanto si aggiri il compenso per uno come Lev, ma ho la sensazione che la cifra in questione sia mozzafiato.

Comunque ne è valsa la pena, perché Lev ha quel tipo di esperienza richiesta dagli uomini del Governo e dai clienti più facoltosi. Insieme, Dimitri e Lev, hanno convinto alcuni tra i personaggi d’elite ad affidarsi al settore privato.

Una volta lanciato la nuova Lone Star Group, sarà un grande successo. Sono assolutamente convinta di questo. Ma convincere Dimitri a crederci? Questo è il vero problema.


― Sì, conosco la palestra di Jack Connolly. È una situazione difficile per me. Ivan è mio amico e io preferisco fare affari con persone che conosco. ― Dimitri fa una pausa con le labbra stirate, un particolare che ho imparato a riconoscere come un segno di irritazione. ― No, io capisco la tua posizione. È più pulito.

Avevo la sensazione che Lev avesse frugato nel passato oscuro di Ivan. Sebbene Ivan si fosse riabilitato, non era riuscito a dissipare le ombre di un tempo che ancora lo legano alla mafia russa.


― Certo, ne possiamo parlare domattina. A che ora arriva il tuo volo? Bene, ti verrò a prendere e andremo a fare colazione insieme. Grande. Sì. ― Dimitri chiude la conversazione e getta telefono e auricolare sul bancone.

Le sue braccia muscolose mi stringono, mentre si china per strofinarmi la guancia. ― Mi dispiace. Non volevo svegliarti. 

― Va tutto bene. ― Gli accarezzo il petto, deliziata dalla sua dimostrazione di affetto. ― C’è qualche problema?

― No. ― Dimitri mi bacia teneramente sulla testa. ― Lev è in attesa del suo volo di ritorno per Houston. Vuole discutere del programma di formazione per le guardie. È molto concentrato sulla forma fisica e mentale.

― Comprensibile, considerando gli ambienti in cui questi uomini dovranno lavorare.

― Assolutamente ― concorda lui. ― Il problema è che conosce Jack Connolly, il fratello maggior di Kelly, e vuole un contratto che permetta ai nostri ragazzi di usare la loro palestra. Jack è un istruttore di Krav Maga e ha già nel suo libro paga un paio di istruttori del combattimento corpo a corpo. È un posto ideale ...

― Ma sei preoccupato che ciò possa urtare i sentimenti di Ivan, visto che passi un grosso contratto a qualcun altro?

― Sì. ― Dimitri espira con forza. ― Ivan non direbbe una parola al riguardo e nessuno lo verrebbe a sapere, ma io sì. Si passa una mano sul suo bel viso. ― Allo stesso tempo non posso discutere con Lev sull’utilizzo della migliore struttura per le nostre esigenze. Per non parlare del fatto che non è possibile ignorare il passato di Ivan, né che alcuni dei suoi clienti non siano proprio raccomandabili. 

― Addestra ancora Sergei e un paio d’altri per il combattimento a mani nude ― aggiungo con tranquillità. Dopo il casino con Jake, i nuovi clienti avevano tutta l’intenzione di scovare i legami più discutibili della compagnia di Dimitri. Guardie del corpo che si sono allenate fianco a fianco con i sicari di Nikolai? Di certo non avrebbe aiutato.

― Ho sbagliato a fidarmi di Jake basandomi solo sul mio istinto. Ho quasi fatto uccidere il mio migliore amico. Non voglio commettere di nuovo lo stesso errore.― Mi stringe più forte. ― Ho assunto Lev perché è il migliore in questo campo. Devo essere fiducioso che lui sappia cosa fare, anche se ciò dovesse pregiudicare la mia amicizia con Ivan.

― Ascolta ― piego il collo in modo che potesse scrutare i miei occhi. ― Ivan è una persona molto pratica, capirà la situazione.
Dimitri mugugna, accarezzandomi la spalla.

― Hai ragione, ma questo non mi facilita le cose.― La sua mano raggiunge il mio ventre con fare protettivo. ― Dovresti tornare a letto. Devi riposare.

Copro la sua mano con la mia. ― Tu hai bisogno di riposare. 

Lui serra le labbra, irritato. ― Sono stato nello spetsnaz per anni, non ho bisogno di dormire molto per essere efficiente.

― Eri nello  spetsnaz ― ribatto stizzita. ― Ma ora sei un uomo d’affari e stai per diventare padre. 

Dimitri allontana la mano dal mio ventre. ― Credi che non lo sappia?

Barcollo, sorpresa e ferita di fronte a quello sfogo inaspettato. Prima ancora che possa reagire, Dimitri impallidisce, poi, come disgustato da se stesso, gira sui tacchi con la faccia rivolta verso il frigorifero.

Fisso la sua ampia schiena con lo splendido tatuaggio della fenice in bella vista. Lui si sfrega la faccia con le mani, come cercando di mettere ordine ai suoi pensieri.

Lo stress e il senso di colpa si irradiano a ondate dal suo corpo. Allunga una mano e lascia scorrere il dito lungo il bordo sfocato di un’ecografia.

― Non volevo dirlo. Ti prego, non pensare mai che io non sia felice di questa bambina o della famiglia che stiamo costruendo. Tu e la piccola siete la cosa più bella che mi sia capitata.

― Lo so.― Sono addolorata per lui. Gli appoggio una mano sulla schiena e lo sento rilassarsi sotto il mio tocco, così costello di piccoli baci la sua pelle. ― Per favore, parla con me.

Dimitri si gira lentamente e mi prende il viso con entrambe le mani, i pollici a sfiorare le mie guance.

― Vorrei solo che ogni cosa sia perfetta per te e la bambina. Voglio dare a entrambi tutto ciò che meritate.

Il mio cuore si scioglie. ― Dimitri, noi abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

― Non tutto ― ribatte lui. ― Stiamo per vendere la tua casa, in modo da liquidare a Johnny la sua parte. ― Indica con un gesto l’ambiente che ci circonda. ― E poi cosa? Abbiamo bisogno di un posto dove vivere che abbia un bel cortile, perché i bambini hanno bisogno di spazio per giocare e crescere. E le nostre auto? Il sedile posteriore del mio furgoncino non è abbastanza spazioso per un seggiolino. Poi c’è la tua macchina, che temo non sia affidabile. Hai visto i risultati del car crash di quel macinino?

Ovviamente no, ma lui di sicuro ha passato molto tempo a fare ricerche on line su argomenti di questo tipo. Per uno sempre così calmo, ora sembra sfiorare la paranoia quando si tratta del bambino.

― Quindi compreremo una casa nuova e cambieremo le macchine.

― Ma tutto questo costa, Benny.

― Sono consapevole che gli agenti immobiliari non lavorano gratis.

Dimitri si massaggiò la nuca e fece una smorfia: ― Da quando il mio giro d’affari è cresciuto, ho parecchio denaro incassato. Ma se andasse tutto in malora? ― Sbianca di colpo. ― Se mi capitasse un altro Jake? Yuri non mi ha fatto causa, ma altri clienti potrebbero.

― È per questo che hai un’assicurazione. ― Gli massaggio il bicipite cercando di calmarlo, prima che possa coglierlo un malore o qualcosa di simile.

― Adesso sembri Yuri.

― Bene. Yuri è un milionario che si è fatto da solo, Dimitri. Sa di cosa parla quando si tratta di certi argomenti. Ha abbastanza fiducia in te da diventare il tuo partner in affari.

― E se mi sbagliassi? E se mi fossi infilato in qualcosa più grande di me?

― Non hai mai sbagliato nel tuo business, Dimitri. Hai tirato su il Front Door dal nulla e ne hai fatto qualcosa di incredibile. Pensa a tutto il denaro che sei riuscito a fare con la multiproprietà. Anche dopo l’investimento nella Lone Star, c’è liquidità sufficiente nei tuoi fondi di investimento e nei certificati di deposito da permetterci di vivere tranquillamente per anni. La pasticceria sta andando molto meglio nel nuovo quartiere e per la fine dell’anno saremo in positivo con i conti.

― E fino ad allora? Abbiamo così tante spese in arrivo tra pochi mesi.

Capisco che lui ha bisogno di sapere esattamente come la penso. ―  Dimitri, soldi, case e belle macchine sono solo oggetti. Quello che abbiamo, il nostro amore, è la cosa più incredibile al mondo. ― Riporto la sua mano sul mio ventre arrotondato. ― Il bambino ha solo bisogno del nostro amore. Tutto il resto non conta.

Lui studia il mio viso, quasi a valutare la mia sincerità. Qualunque cosa abbia scorto, basta ad allentare la tensione.

Chinandosi, appoggia la sua fronte alla mia. ― Continuo a pensare a quanto sono stato infelice da bambino. Non voglio che mia figlia attraversi l’inferno che ho vissuto io. Non voglio che conosca la fame, il freddo o la paura. Voglio che abbia tutto quello di cui ha bisogno.

Non riesco a fare a meno di sorridere per come Dimitri si riferisce al bambino, già sicuro che sia una femmina. Crede fermamente di avere ragione e nulla di ciò che potrei mai dire riuscirebbe a dissuaderlo.

La prossima ecografia ci rivelerà se il suo istinto al riguardo ha ragione.

Accarezzandogli la mascella, sussurro: ― Avrà una vita meravigliosa. La nostra bambina conoscerà solo l’amore, il calore e la felicità con noi.

― Lo spero ― risponde con dolcezza.

― Non puoi tenerti dentro tutte queste cose, Dimitri.― Picchietto sul suo petto come a dar forza alle mie parole.― Mi ricordi sempre che siamo dei partner in questa relazione, giusto?

― Sì ― risponde con riluttanza. ― Ma mi preoccupa l’idea di aggravarti di altro stress ulteriore durante la gravidanza. Non ti fa bene.

― Mi stressa molto di più vederti dare di matto in silenzio su tutto. Non mi piace essere esclusa, Dimitri. Fa male.
Visibilmente provato dal mio sfogo, annuisce. ― Non avevo intenzione di farti del male.

― Lo so.

― È dura per me ― ammette infine. ― Voglio essere forte per te e la bambina. Voglio prendermi cura di tutto.

―Tu sei forte, Dimitri, e fai già così tanto. Questo non vuol dire che tu non possa contare su di me. Hai fatto così tanto per me in passato, lascia che ora sia io a sostenerti.
Passa il pollice sul mio labbro inferiore. 

― Ma tu mi sostieni, Benny. Credi in me e in tutto ciò che vogliamo costruire insieme. Vorrei poter trovare le parole giuste per farti capire come mi sento.

― Anche io mi sento così. Quando stavo per perdere tutto, tu eri lì accanto a me. ― Appoggio una mano sul petto, all’altezza del cuore. ― Ora è il mio turno stare al tuo fianco. ― Faccio scivolare le dita sulla sua nuca e lo attiro per un dolce bacio.

―Promettimi che troverai un modo per prenderti del tempo da dedicare a te stesso, prima del matrimonio. Hai bisogno di una pausa, Dimitri, anche solo di poche ore.

Lui sembra sul punto di discutere ma alla fine rinuncia. ― Ci proverò.

Consapevole che è il massimo che posso ottenere da lui questa sera, lo prendo per mano per uscire insieme dalla cucina. ― Andiamo a letto. ― Lui non mi segue. 

― Tu vai intanto, io ti raggiungo tra pochi minuti. Ho bisogno di parlare con Lev.
Aveva ascoltato qualcosa di tutto ciò che gli avevo detto? Infine decido che non vale pena discutere. Un po’ delusa, annuisco e lascio la cucina.

Una volta di sopra, mi infilo nel letto e cerco una posizione comoda. Qualche tempo dopo, Dimitri si unisce a me. Quando mi afferra per farmi rotolare sulla schiena, gli resisto.

Non sono esattamente arrabbiata con lui, ma nemmeno entusiasta di come si è rimesso al lavoro dopo il nostro discorso. Lui sembra cogliere il mio disappunto perché comincia a strofinare il mio collo in quel modo che trovo irresistibilmente eccitante.

― Dimitri. ― Quello che dovrebbe essere un tono di avvertimento, mi esce come un sospiro ansimante. Lui mi prende un seno a coppa e il capezzolo si indurisce andando a premere contro la stoffa della mia camicia da notte. Mi rifiuto di essere sedotta mentre sono irritata con lui, così ruoto una spalla per allontanare la mano. ― Ti devi alzare presto per andare a prendere Lev, ricordi?

― Dopotutto credo che non lo andrò più a prendere. ― La sua mano curiosa si è fatta strada sotto la mia camicia da notte. Mi accarezza la pelle e mi persuade ad aprire le gambe. ― Ho deciso di seguire il tuo consiglio. È il tuo giorno libero domani, quindi non c’è motivo di uscire dal letto prima di mezzogiorno.

― Bene… ― devo reprimere un gemito non appena le mani di Dimitri cominciano tormentarmi in quel modo che adoro. ― Immagino di poter rimandare alcune commissioni già in programma.

Lui ridacchia, mordicchiandomi la gola. ― Sapevo che saresti stata d’accordo.

Anche se abbiamo fatto l’amore solo poche ore prima, inizio a bruciare per il desiderio. Non protesto quando Dimitri mi spoglia, e mi inarco nel suo caldo abbraccio, beandomi del calore del suo corpo contro la mia pelle nuda.

La sua bocca peccaminosa stuzzica i miei seni super sensibili mentre le sue forti mani vagano sulle mie curve. Mi afferra alla vita, trascinandomi sopra di lui. Rido piano mentre le sue mani scorrono lungo i miei fianchi. ― Dimitri, cosa stai facendo?

― Tu che dici? ― Guida i miei fianchi nella giusta posizione, prima di penetrarmi. ― Penso che al secondo giro sia la donna a scegliere, giusto?

Sorridendo, ondeggio i fianchi, trovando il ritmo perfetto.
― Perché credo che la scelta della signora sia anche la tua favorita? 

Lui ride dandomi una manata scherzosa sul fondoschiena. 

― Convincimi più spesso a prendere una pausa, Benny.
Mentre comincio a cavalcarlo, facendo gemere entrambi, mi sfiora il sospetto che alla fine non dormiremo poi molto.

FINE

Il racconto è protetto da copyright ed è stato tradotto e pubblicato con l'espressa autorizzazione di Roxie Rivera. Ogni riproduzione è riservata. Per informazioni, contattare la casa editrice Follie Letterarie.

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